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Il Matrimonio,
una delle grandi occasioni, per ostentare agiatezza e far sfoggio di lusso
nella opulenta società settecentesca. La moda del XVIII secolo era galante,
frivola e leggiadra, si sposava perfettamente con lo stile rococò; gli jabots
di trina, i confetti e le sfumate evanescenze delle tinte pastello, dal color
d'aria al fior di persico, dal verde pistacchio al violetto e certamente il
bianco abbinato al color oro ed all'argento.
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Lo sposalizio è da sempre, un momento celebrato con particolare solennità, per
vari motivi, ma soprattutto per via delle implicazioni socio - economiche e
di posterità che la coppia deve assicurare, ma in ogni caso, nella scenografia
nuziale, l'abito della sposa è da sempre il punto focale, il protagonista assoluto,
tutto viene fatto e allestito in funzione di esso e le sue fogge denotano immediatamente
lo status sociale degli sposi. Così i matrimoni, le feste, i grandi eventi a
corte, erano occasioni per arricchire il guardaroba di nuovi abiti, preziosi
e ricercati a tal punto, che alcuni nobili per mantenersi all'altezza della
propria immagine, si indebitavano all'inverosimile per realizzare sontuosi vestiti,
rischiando addirittura la completa rovina finanziaria. |
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